Conosco la tua rabbia riposta a macigno sul cuore, la tua lieve ironia scandita da un ritmo di luce, il tuo sguardo affondato nel buio a cercare speranze. E attendo, nel lungo silenzio che accoglie l'assenza, la lima, la plasma, la insegue, ne traccia i contorni e li sfiora. luisa gavazza (31 agosto 2013)
Stamattina mi sono svegliata con la testa compressa da nuvole pesanti, i pensieri un baluginare di lontane, vaghe impressioni. Mondo opaco. Movimenti lenti e faticosi. I rumori intorno erano rarefatti, lontani....una coalizione per non svegliarmi. Ad un tratto ho spostato lentamente la gamba sinistra verso l’esterno del letto, mi sono girata sul fianco e lentamente, molto lentamente mi sono seduta. Perchè? mi sono chiesta. La giornata ha proseguito sullo stesso tono, scandita da ritmi vaghi e faticosi. La persona con cui condivido da decenni la vita percepiva questo mio malessere e lo faceva suo, rendendomi tutto ancora più difficile contrastandomi con battibecchi immotivati. Un nodo mi impediva il respiro chiudendomi la gola... Nel pomeriggio l’arrivo di un caro amico mi ha liberata: il suo sorriso, l’aria scherzosa, il suo buonumore mi hanno sollevata, come se le sue parole, il suo sguardo avessero poteri magici. Abbiamo lavorato insieme ad un progetto, ...
ANCORA Palpabili parole, respiri diluiti, intenso abbraccio a definire ancora un altro spazio di speranze, ad inseguire sogni e tregue, ad ancorarsi fiduciosi ad un miraggio. luisa gavazza
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