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SOSPESO

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Sospeso come un battito d'ali, come un gesto indeciso, come un lento intrecciarsi di nebbie al tepore del sole. Sospeso questo tempo che non sa districare le attese, le rende più grevi, infinite, penose. l.g. 3/08/ì14

VIVI

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VIVI Siamo vivi nella mano che tendiamo all'incerto, nelle orme di buio che tracciamo, nella vaga trasparenza di vento che a volte inseguiamo... luisa gavazza 06062014

GABBIA

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Gabbia dalle linee dorate tenaci intricate. Chiude avviluppa inganna impedisce. Offusca acceca inibisce. Soffoca toglie smarrisce. l.g.  

Alfredo Jaar. Abbiamo amato tanto la rivoluzione

Alfredo Jaar. Abbiamo amato tanto la rivoluzione   Per la Fondazione Merz Alfredo Jaar ha ideato un nuovo progetto giocato sul concetto di riflesso e di riflessione che, nel solco del suo interesse per la relazione tra cultura e vita democratica, interroga il senso della memoria e dell’impegno politico degli anni Sessanta e Settanta, non per commemorare, ma per tornare a promuovere la cultura come fattore di cambiamento. - Fino al 2 Febbraio 2014 Intervista ad Alfredo Jaar TORINO - "Abbiamo amato tanto la rivoluzione " dice una scritta al neon nell'enorme sala della Fondazione Merz e la frase si riflette sullo spesso tappeto di vetro frantumato che copre l'intero pavimento: 150 tonnellate di schegge, per la precisione. Il visitatore le sente scricchiolare sotto i piedi come una presenza inquietante. Sta camminando sul suo passato, sui sogni infranti di una generazione che voleva cambiare il mondo. Quanto rimpianto, quanta nostalgia. "Sì - ...

...io questi confini....

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...io questi confini imposti al tempo non li ho mai capiti...un nuovo anno?...nuovo?...anno?.... questo caotico susseguirsi di fatti  si può forse imbrigliare, definire ? gli attimi vissuti, le sensazioni, le emozioni io preferisco viverli senza dare loro limiti e spazi preconfezionati. e il tempo, questa invenzione umana così sopravvalutata, non mi condizionerà mai...mai....

NEVE

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Neve a sbalzo nel sole. E il cielo s'allaga di soffici manti di luce soffusi di freddi sussurri di tenere nubi. luisa gavazza dic. 2013

"Se alzi un muro...

  "Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori!"   Italo Calvino - "Il barone rampante"      

ABITI

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Abiti fuori stagione attendono altre estati. Vuoti di vita appesi alla polvere. Scarne sembianze sottese di inutilità. l.g.  19/10/2013

QUALCOSA - VIDEOPOESIA: Testo: Luisa Gavazza - Musica : Giuseppe Gavazza - Foto: Elisabetta Molinario

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Testo: Luisa Gavazza Musica : Giuseppe Gavazza Foto: Elisabetta Molinario

CONOSCO

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Conosco la tua rabbia riposta a macigno sul cuore, la tua lieve ironia scandita da un ritmo di luce, il tuo sguardo affondato nel buio a cercare speranze. E attendo, nel lungo silenzio che accoglie l'assenza, la lima, la plasma, la insegue, ne traccia i contorni e li sfiora. luisa gavazza (31 agosto 2013)

ESTATE

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Atmosfera sonnecchiante in una città ancora assente. Caldo torpore avvolge la mia mente che cauta resta silenziosa e latitante. luisa gavazza agosto 2013

L’INVENTORE

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                                  Nacque un bimbo. Nell’immensa, caotica città quasi nessuno se ne accorse, ma i suoi    genitori,   scambiandosi teneri sguardi complici, gioirono e lo ammirarono estasiati, come se fosse il primo ed unico bimbo al mondo. Il padre, d’età piuttosto avanzata, aveva preso moglie pochi anni prima; lei, molto più giovane, si era innamorata della sua dolcezza e dei suoi modi gentili ed affettuosi. Desideravano un figlio come si desidera qualcosa di irripetibile ed unico, con entusiasmo e gioia. Il piccolo giunse in un mattino piovoso di ottobre ed essi decisero, o meglio, il padre decise, di dargli nome Leonardo, convinto che sarebbe stato di   buon auspicio. Egli, infatti, aveva sempre desiderato diventare “inventore” ma, chissà perché, ogn...

GUARDARTI (PER STEFANO CUCCHI E CHI COME LUI...)

Guardarti è pensarti, è guardare il dolore inferto da chi cela nei bui pensieri un ghigno bestiale. Guardarti è scavare nello spasimo bruciante che trafigge, al vederti, la mente, e rifiuta dell’uomo l’inumano, feroce colpire. Guardarti è sentire che sei vita oltraggiata e soppressa, immolata al potere e al delirio, al gesto brutale. Si rannicchia il pensiero e contorce, ma ora certo sovrasti ogni idea di ferocia nei pensieri rimasti. l.g. 2009

AL DI LA' DEL MURO ( PER CHI HA PERSO LA LIBERTA')

Immagino il vento e il suo fluido vagare, immagino il suono che fa tra quei rami e il suo sciogliersi muto nell’erba che un tempo accoglieva i tuoi fianchi ed i miei. Osservo la luce che gioca al di là di quel muro e la luna che torna mi appare come un lento miraggio. Immagino il tuo camminare e il tuo sguardo sperduto e il tuo vano, confuso aspettare. l.g.

L’INTROSCOPIO ( un mio racconto di qualche anno fa...)

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L’avevo visto in una vetrina passeggiando in una via del centro, una viuzza stretta e dimenticata, con case scolorite dal tempo, bucati stesi ad asciugare appiccicati ai muri tra una finestra e l’altra, odori di fritto e di muffa. Il negozietto era polveroso, non c’era insegna di sorta ed esibiva apparecchiature per me strane e misteriose, esposte maldestramente in disordine e con biglietti esplicativi scritti a mano, in rosso, che esplicavano poco. Davanti ad uno dei marchingegni, che aveva attirato la mia attenzione per il suo bel  colore azzurro e quindi spiccava nel  grigiore generale, c’era scritto: "INTROSCOPIO", ma  mentre per gli altri apparecchi era indicato il prezzo, di questo non si rivelava e veniva lasciato alla fantasia dei passanti. Assomigliava a un telescopio, ma era di piccole dimensioni, non troppo complesso, mi incuriosiva e decisi di  entrare nel negozio per chiedere informazioni: poteva essere un bel regalo per il compleanno di m...